Cattive influenze
20 Ottobre 2022

È iniziata da poco la campagna di vaccinazione antinfluenzale.

Bisogna rivolgersi al proprio medico di medicina generale oppure al pediatra di libera scelta.

Per i più piccoli la novità di quest’anno è che il vaccino verrà somministrato con uno spray nasale, per cui non c’è neanche l’elemento della puntura che a volte crea qualche difficoltà.

 

Perché vaccinarsi contro l’influenza?

L’influenza è una malattia importante che può richiedere il ricovero ospedaliero e talvolta avere esito fatale (il conteggio dei morti a livello mondiale supera abbondantemente il centinaio di migliaia di persone l’anno), anche se fortunatamente per soggetti giovani in buona salute in genere rappresenta solo una pausa forzata di qualche giorno.

In Italia la “stagione influenzale” è spesso sovrapponibile temporalmente alla stagione invernale, ma possono esserci variazioni anche importanti da un anno all’altro.

Un vaccino antinfluenzale stagionale annuale è il modo migliore per ridurre le probabilità di ammalarsi e di contagiare altri individui: quando più persone si vaccinano contro l’influenza, il virus avrà maggiori difficoltà a diffondersi nella popolazione.

In Italia le raccomandazioni annuali relative al vaccino antinfluenzale sono elaborate dal Ministero della Salute, in accordo alle disposizioni dell’OMS con considerazioni specifiche relative al nostro Paese.

Quando farlo?

Converrebbe sottoporsi alla vaccinazione nella seconda metà di novembre, così da essere immunizzati prima dell’arrivo delle festività (periodo comunemente associato all’inizio della fase epidemica).

È comunque possibile e utile vaccinarsi anche in seguito, se non fosse stato possibile farlo prima.

Quali sono gli effetti collaterali?

Anche se il vaccino non può causare influenza, si possono manifestare alcuni effetti collaterali che tuttavia sono in genere modesti e di breve durata; tra i più comuni ricordiamo dolore, rossore, eritema o gonfiore del punto di inoculazione, malessere generale per qualche giorno, talvolta associato a febbre (bassa) e dolori muscolari.

Quest’anno il vaccino è tetravalente, cosa vuol dire?

Se il vaccino antinfluenzale tradizionale permetteva di proteggersi dai tre principali virus previsti per la stagione, la formulazione tetravalente aggiunge un ulteriore ceppo virale (sempre suggerito dall’OMS) per aumentare l’efficacia della copertura.

Si consiglia quindi di preferire questa formulazione quando disponibile.

Quanto costa il vaccino antinfluenzale?

Le categorie considerate a rischio dalle Linee Guida Ministeriali possono accedere gratuitamente alla vaccinazione attraverso il proprio medico curante, mentre per gli altri pazienti il costo è variabile a seconda del vaccino (indicativamente tra i 10 e i 20 euro).

Si può fare il vaccino in gravidanza?

La scelta ultima va presa in accordo con il ginecologo, ma le Linee Guida Ministeriali invitano tutte le donne incinte a sottoporsi alla vaccinazione per proteggersi dalle temibili complicanze dell’infezione durante la gestazione.

Chi si deve vaccinare?

Si consiglia la vaccinazione per tutte le persone che non presentino specifiche controindicazioni e desiderino evitare di contrarre l’infezione, come recentemente ribadito dalla Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (Simg).

Molto importante che a vaccinarsi siano, oltre i fragili in generale, i bambini e i ragazzi, che possono essere un vettore dei virus per i nonni e le persone di famiglia con altre patologie.

In Italia la vaccinazione è fortemente consigliata, e gratuita, per i seguenti gruppi di popolazione a rischio:

  1. Soggetti di età pari o superiore a 60 anni (soglia abbassata di 5 anni, nell’ottica di favorire la diagnosi differenziale con la COVID-19);
  2. Bambini di età superiore ai 6 mesi, ragazzi e adulti fino a 65 anni affetti da:
    • malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio,
    • malattie dell’apparato cardio-circolatorio, comprese le cardiopatie congenite e acquisite,
    • diabete mellito e altre malattie metaboliche (obesità compresa),
    • insufficienza renale-surrenale cronica,
    • malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie,
    • tumori,
    • malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV,
    • malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinali,
    • patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici,
    • patologie associate ad un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie (esempio: malattie neuromuscolari),
    • epatopatie croniche;
  3. Bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale;
  4. Donne che all’inizio della stagione epidemica si trovino in gravidanza, a prescindere dal trimestre, o nel periodo post-partum.
  5. Individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti;
  6. Medici e personale sanitario di assistenza;
  7. Familiari (adulti e bambini) e contatti di soggetti ad alto rischio (a prescindere che siano vaccinati o meno);
  8. Donatori di sangue;
  9. Per quanto riguarda i soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e categorie di lavoratori la vaccinazione sarà offerta gratuitamente alle forze di polizia e ai vigili del fuoco, considerato il ruolo essenziale svolto nell’ambito della sicurezza ed emergenza. Sarà inoltre offerto a medici e personale sanitario di assistenza e ad altre categorie socialmente utili che potrebbero avvantaggiarsi della vaccinazione, per motivi vincolati allo svolgimento della loro attività lavorativa (in quest’ultimo caso secondo modalità definite dalle singole Regioni/PP.AA).
  10. Personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani. Per tale ragione, la vaccinazione antinfluenzale è raccomandata a:
    • Allevatori,
    • addetti all’attività di allevamento,
    • addetti al trasporto di animali vivi,
    • macellatori e vaccinatori,
    • veterinari pubblici e libero-professionisti.

Fin dalle Linee Guida della stagione influenzale 2022- 2023 è inoltre riconosciuto che i curanti hanno la facoltà di offrire la vaccinazione anche a pazienti non specificatamente compresi nell’elenco fornito, ma che a loro giudizio rientrino nel concetto di paziente a rischio di complicazioni.

Una volta coperta questa fascia di popolazione è infine possibile offrire gratuitamente la vaccinazione (con i vaccini avanzati) al resto dei mutuati.

Gli operatori sanitari dovrebbero applicare il loro giudizio clinico per tenere conto del rischio di influenza che aggrava eventuali malattie di base che un paziente può avere, così come il rischio di gravi malattie derivanti dall’influenza stessa.

Il vaccino antinfluenzale dovrebbe essere raccomandato e offerto gratuitamente, in questi casi, anche se l’individuo non appartiene ai gruppi di rischio clinici sopra specificati.

Inoltre, dopo aver vaccinato le categorie di popolazione eleggibili, laddove siano presenti scorte eccedenti di vaccino, è possibile offrirlo gratuitamente a chiunque lo richieda.

Si noti che anche l’associazione dei pediatri americani, in linea con le indicazioni italiane più recenti, ha confermato già dal 2017 il consiglio di vaccinare tutti i bambini con più di sei mesi.

Le persone che si prendono cura di pazienti gravemente immunocompromessi in ambienti protetti non devono ricevere il vaccino attenuato o devono evitare il contatto con tali pazienti per sette giorni dopo averlo ricevuto (si tratta di un vaccino poco usato in Italia).

Ma se l’influenza è l’obiettivo della campagna che è appena partita, la lotta al Covid non è ancora stata vinta e vogliamo sottolineare l’importanza dei richiami.

Chi non deve farsi vaccinare?

È controindicata la vaccinazione per:

  • Lattanti al di sotto dei sei mesi (non esistono sufficienti studi in questa fascia di età).
  • Soggetti che abbiano manifestato una reazione allergica grave (anafilassi) ad una precedente vaccinazione antinfluenzale.
  • Una malattia acuta di media o grave entità, con o senza febbre.
  • Casi di sindrome di Guillain-Barrè insorta entro sei settimane dalla somministrazione di una precedente dose di vaccino antinfluenzale.

Specifiche controindicazioni alla somministrazione di vaccini antinfluenzali sono poi contenute nella scheda tecnica del prodotto, ad esempio nel caso del vaccino in forma di spray nasale persiste la controindicazione in caso di allergia alle proteine dell’uovo (a differenza dei tradizionali in fiala-siringa).

Cade invece la controindicazione per le donne nei primi tre mesi di gravidanza, che possono ora accedere con ragionevole sicurezza alla vaccinazione anche durante il primo trimestre (come, per esempio, succede nel Regno Unito), grazie al progressivo accumularsi delle evidenze di sicurezza.

Nonostante non ancora tutti gli Autori concordino con questo approccio, le più importanti società medico-scientifiche ne supportano il ricorso.

Si raccomanda esclusivamente di evitare le formulazioni a virus attenuati.

Si noti che NON rappresentano una controindicazione i seguenti casi:

  • allergia alle proteine dell’uovo, con manifestazioni non anafilattiche,
  • malattie acute di lieve entità,
  • allattamento,
  • allergia al lattice (che non è stato rilevato nelle siringhe usate, come confermato anche dalle linee guida di quest’anno),
  • infezione da HIV e altre immunodeficienze congenite o acquisite.

L’Associazione Italiana di Oncologia raccomanda anche ai pazienti in cura per un tumore di procedere alla vaccinazione, sia a coloro in terapia (chemioterapia, terapia biologica, ormonoterapia, ecc.) sia a coloro che eventualmente fossero in vigile attesa.

L’associazione sottolinea anche l’importanza di procedere alla vaccinazione dei famigliari del paziente.

In caso di chemioterapia si consiglia di effettuarlo prima che un paziente inizi la cura, se già in trattamento è possibile procedere con il vaccino due settimane prima del ciclo di chemioterapia previsto.

La terza o quarta dose anti Covid può essere somministrata insieme al vaccino influenzale?

Anche la vaccinazione Covid non sarà obbligatoria, ma raccomandata ai soggetti fragili.

Il vaccino antinfluenzale non interferisce con la risposta ad altri vaccini inattivati o vivi attenuati, che possono anche essere praticati in contemporanea; è quindi possibile se necessario procedere alla somministrazione di tutti i vaccini antinfluenzali con i vaccini anti-SARS-CoV-2/COVID19 (sono allo studio formulazioni combinate, in un’unica fiala).

Prof. Paolo Urciuoli  Consulente Sanitario Nazionale
Scarica Vaccinazione antinfluenzale 2022 – 2023
Riferimenti

https://www.aifa.gov.it/-/aifa-vaccini-influenzali-stagione-2022-2023