Assilt e il Servizio Sanitario Nazionale
7 Giugno 2023

Pubblichiamo l’editoriale inserito nel n. 34 della rivista Appunti disponibile nella sezione “Comunicazione e pubblicazioni” di questo portale.

Nel discorso di fine anno del 2018, il Presidente Mattarella parlava agli italiani del Servizio Sanitario Nazionale con queste parole:

Abbiamo da poco ricordato i 40 anni del Servizio Sanitario Nazionale. È stato – ed è – un grande motore di giustizia, un vanto del sistema Italia. 

Che ha consentito di aumentare le aspettative di vita degli italiani, ai più alti livelli mondiali. Non mancano difetti e disparità da colmare. Ma si tratta di un patrimonio da preservare e da potenziare”.

A distanza di qualche anno, e con una pandemia nel mezzo, il dubbio è forte che il SSN riesca ancora ad avere un ruolo centrale per lo sviluppo del paese e riesca a perseguire i principi per cui è stato istituito, di universalità, uguaglianza ed equità in riferimento a quanto contenuto nell’art.32 della Costituzione.

Sempre più spesso assistiamo a reportage su un sistema sanitario che mostra una crescita costante di carenze e con liste d’attesa interminabili, che non hanno più confini geografici o di tipologia di prestazione. Perfino i grandi centri di eccellenza nazionale denunciano difficoltà economiche causate dai maggiori costi per la pandemia e mai sanati completamente. Ma al deficit delle risorse si sta aggiungendo una criticità ancor più grave e profonda, cioè il progressivo spopolamento degli operatori sanitari.

Un recente sondaggio rileva che un operatore sue tre sta valutando le dimissioni, a prescindere che sia un medico o un infermiere, perché reputa che il clima e i ritmi di lavoro nel pubblico siano insostenibili.

Per non parlare poi di un livello economico inadeguato per le responsabilità assunte e imparagonabile ai loro pari nell’unione europea.

Nel 2019 il rapporto GIMBE (Fondazione indipendente che non ha nessun tipo di supporto istituzionale o commerciale) dichiarava uno stato di salute del SSN critico, un paziente con patologie mai risolte diventate croniche. Dove l’universalismo non esisteva più nella realtà e dove la salute era diseguale a seconda della regione, o addirittura del CAP in cui ci si trova. La stessa istituzione oggi ha modificato le sue parole chiave: non si può più parlare di salvare il sistema sanitario pubblico ma di rilanciarlo, perché quello che oggi abbiamo non è più possibile salvarlo.

Quale è il reale stato di salute del SSN e cosa ci possiamo aspettare da esso? Che fine farà il sistema pubblico che per oltre 40 anni ci ha accompagnato nella crescita del paese?

Sono domande che spesso ci poniamo come cittadini ogni qualvolta si presenti il bisogno di una prestazione specialistica, di un intervento chirurgico o più semplicemente di una visita medica.

Ma è ancora più importante per ASSILT porsele, perché monitorare gli sviluppi e le prospettive del legislatore sul SSN risulta fondamentale per tracciare il ruolo integrativo per i nostri soci.

Alcune istituzioni come l’OCPS della Bocconi, raccogliendo attorno a sé i vari stakeholder che contribuiscono all’offerta sanitaria nella nostra penisola, stanno provando a delineare una nuovo equilibrio del servizio pubblico e di quello privato.

Una riorganizzazione che riesca a recuperare quei principi di universalità, uguaglianza e equità oramai persi.

Ma resterà sempre in capo al legislatore fare quelle scelte che da troppo tempo si attendono!

L’ “autonomia differenziata”, in discussione proprio in questi mesi, potrebbe non essere la risposta migliore per riaverli, anzi, forse sarà la sentenza definitiva per la loro scomparsa.

L’evoluzione dell’offerta sanitaria e le mosse del legislatore sui fondi sanitari però, per noi di Assilt, non sono l’unico fronte aperto che possono modificare profondamente il nostro ruolo e la nostra funzione.

In questi anni stiamo assistendo al progressivo mutamento dello scenario del gruppo TIM.

Un cambiamento che porterà una forte discontinuità con il passato, e che potrà impattare pesantemente sui conti e le prospettive dell’Associazione.

Queste sono le attenzioni che stiamo attuando con il maggiore sforzo possibile, e continueremo a farlo con lo spirito e la volontà di poter tracciare ancora un lungo futuro per l’ASSILT.

Perché sappiamo bene quale è stato il servizio reso in questi 40 anni, un sostegno insostituibile per tutti quei disagi che talvolta irrompono nella nostra vita e che da soli non riusciremmo a sostenere.

La nostra missione è stata e resterà, fino a che ce ne verrà data la possibilità, di essere quell’ “isola di certezza” per i nostri associati. Per sostenerli quando ce ne è bisogno, e di aiutarli a raggiungere quello stato di benessere che trasforma la nostra vita in qualcosa di straordinario.

Il Presidente – Pierpaolo Tartabini