Salute della bocca, Salute del corpo
19 Luglio 2023

Prendersi cura di denti e gengive seguendo una corretta igiene orale è fondamentale. E non solo per la salute della bocca.

Si impara da piccoli che bisogna lavarsi i denti almeno due volte al giorno. Da bimbi si cerca in tutti i modi di evitare il noioso compito, di sbrigare la pratica nel minor tempo possibile e di approfittare di momenti di distrazione e di controllo più rilassato da parte dei genitori.

E da adulti poi, spesso non si mantiene questa sana abitudine, per lo meno non con la dovuta costanza e si procrastinano il più possibile le visite di controllo dal dentista e gli appuntamenti per la pulizia dei denti.

Secondo i numeri del Ministero della salute, infatti, di carie soffre circa l’80 per cento della popolazione e di gengivite ben il 60%, soprattutto nella fascia di età compresa tra i 35 ed i 44 anni.

Certo, a questi problemi contribuiscono anche fattori di suscettibilità individuale e fattori ambientali e per questo motivo – per controbilanciare questi fattori di rischio contro i quali si può fare poco – è particolarmente importante imparare da subito e seguire per tutta la vita le regole per una corretta igiene orale.

Del resto, i denti non ci servono solo per masticare, ma anche per parlare bene e la loro salute è strettamente legata anche ad altre condizioni croniche.

Carie, gengiviti e parodontiti

Cominciamo a vedere quali sono i problemi “locali” legati alla salute della bocca, quelli che riguardano denti e gengive.

I denti sono organi duri e resistenti, protetti dalla barriera dello smalto. La placca è una sostanza appiccicosa acida formata da batteri, saliva, e particelle di cibo, che si attacca i denti, ne corrode lo smalto e forma una piccola cavità, a carie appunto che oltre a far molto male dalla superficie del dente può arrivare fino in profondità e rendere necessaria la rimozione del dente.

Prima di arrivare a un dolore forte e continuato, segno che la carie è già in fase avanzata, alcuni altri sintomi possono metterci in allarme:

  • una maggiore sensibilità dei denti
  • una sensazione dolorosa se si mangia o beve qualcosa di caldo, freddo o particolarmente dolce.

Il trattamento dipende dalla gravità in ogni caso si deve rimuovere tutta la parte di dente colpita e si deve richiudere la cavità creatasi.

La gengivite è invece una infiammazione delle gengive che circondano il dente, come indicato dal nome, che se non trattata può progredire in parodontite, un’infiammazione che invece è più profonda e può arrivare a colpire l’osso che porta i denti e portare anche alla loro caduta.

Anche in questi casi oltre al dolore possono comparire altri sintomi:

  • gengive rosse e gonfie e che sanguinano quando ci si spazzola i denti o si usa il filo interdentale,
  • recessione delle gengive,
  • alito cattivo persistente.

Oltre la bocca c’è di più

Nel corso degli ultimi anni diversi studi hanno collegato la salute dei denti e soprattutto la presenza di parodontite ad altri problemi di salute, per esempio, quella cardiovascolare. Le persone con parodontite corrono un rischio maggiore di avere un infarto, un ictus o altri gravi eventi cardiovascolari.

Inoltre, si sta indagando anche un possibile legame tra parodontite e aterosclerosi e soprattutto tra questa e infezioni cardiache batteriche: in alcuni casi, infatti, batteri e microbi possono spostarsi dalla bocca, raggiungere altre parti del corpo, attraverso il flusso sanguigno, e provocare infezioni e infiammazioni.

Un’altra relazione importante è quella tra diabete e parodontite. La cura della bocca è particolarmente importante per chi soffre di questa patologia.

Secondo l’American Diabetes Association, infatti, tra le complicazioni del diabete ci sarebbe una maggiore concentrazione di glucosio nella saliva che potrebbe portare a sua volta a una maggiore presenza di batteri e di placca nella bocca con un conseguente rischio maggiore di carie e problemi alle gengive.

Inoltre, il diabete come anche alcune delle terapie possono portare a una minore produzione di saliva, e anche questo aumenta il rischio di carie e problemi gengivali.

Altri studi e ricerche degli ultimi anni hanno poi suggerito legami anche tra salute orale e infezioni respiratorie, parti prematuri e anche sviluppo e progressione dell’artrite reumatoide (AR). La periodontite è addirittura considerata un fattore di rischio per l’artrite reumatoide e allo stesso modo la periodontite è più frequente in pazienti che soffrono di AR, sebbene i meccanismi e le cause dietro questo legame non siano ancora stati compresi.

La corretta igiene orale

Sembra dunque che la corretta igiene orale sia fondamentale – del resto uno stato infiammatorio cronico come quello provocato da una parodontite ha comunque un impatto sull’organismo e sulle sue reazioni immunitarie a prescindere da eventuali comorbidità.

Cosa vuol dire tuttavia seguire una corretta igiene orale?

Questi sono alcuni consigli di base da seguire, i migliori tuttavia ce li può dare solo il dentista, che è bene visitare con regolarità, senza saltare neanche un appuntamento, anche solo per un controllo.

  1. Lavarsi i denti al mattino, alla sera e dopo ogni pasto per un paio di minuti;
  2. Scegliere uno spazzolino con la testina piccola per raggiungere tutte le aree della bocca e con setole morbide o medie per non danneggiare le gengive;
  3. Sostituire lo spazzolino spesso, una volta ogni due/tre mesi o quando le setole iniziano separarsi;
  4. Spazzolare i denti dall’alto in basso e fare attenzione a spazzolare bene anche i denti posteriori;
  5. Usare ogni giorno il filo interdentale;
  6. Limitare il consumo di dolciumi e in generale di cibi e bevande zuccherati e anche di gomme da masticare;
  7. Seguire una dieta variegata;
  8. Sottoporsi regolarmente a visite dentistiche sia di controllo sia per la pulizia dei denti dal tartaro che si va a formare in quelle aree più difficili da raggiungere con lo spazzolino.
Comitato di redazione Assilt

 

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Riferimenti:

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