È importante capire chi ne ha diritto, come richiederla e cosa comporta.
Questa è una breve panoramica per cominciare a comprendere:
- invalidità civile,
- diritti del malato e dei suoi familiari.
Secondo l’articolo 38 della costituzione: “Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale. I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria”.
Del resto, già nell’articolo 3 si legge: Art. 3. “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.
Dalla promulgazione della Costituzione alle fine del 1947 tuttavia si devono aspettare altri 45 anni circa prima di avere una legge che regola e garantisce – con diverse clausole e in innumerevoli gradi – questo diritto: la legge 104 del 5 febbraio 1992.
Questa legge riconosce alle persone che presentano una disabilità che comporta una ridotta capacità lavorativa, ma anche un impatto sulla vita quotidiana personale e sociale e in generale sulla realizzazione dei suoi diritti civili, il diritto a vedere riconosciuta questa disabilità e a richiedere e ottenere agevolazioni fiscali, permessi sul lavoro (per loro e per i loro familiari), assistenza sanitarie nonché un supporto economico sottoforma di assegni, pensioni o indennità in proporzione al “grado di disabilità” calcolato attraverso una tabella redatta nella stessa occasione e poi successivamente e regolarmente aggiornata.
Chi può richiederla?
Il riconoscimento dell’invalidità civile e le conseguenti agevolazioni può essere richiesto da: “colui o colei che presenta minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o emarginazione”.
Questo colui o questa colei possono essere cittadini italiani regolarmente residenti in Italia, ma anche a cittadini non italiani – rifugiati, apolidi, cittadini della Repubblica di San Marino, cittadini dei Paesi Ue, stranieri di Paesi extra Ue con permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo, stranieri regolarmente soggiornanti, titolari del permesso di soggiorno di almeno 1 anno – a condizione che siano domiciliati o stabilmente dimoranti in Italia.
Inoltre, come accennato sopra, alcune agevolazioni possono essere richiesti anche dai familiari o dai tutori della persone con disabilità e che ne sono i caregiver.
Per esempio, i permessi dal lavoro che se fino al 2022 potevano esser richiesti (3 giorni a mese per assistito) da un solo caregiver primario, oggi possono essere richiesti e fruiti da più soggetti assistenti la medesima persona “in maniera alternativa tra loro” (sempre tre in totale).
L’invalidità viene accertata attraverso una visita medica e riconosciuta poi dall’Inps in percentuali determinate dalla somma delle percentuali di ciascuna singola disabilità o problema medico sanitario stabilite dalla tabella menzionata sopra.
La percentuale minima per vedere riconosciuta una invalidità civile è il 33,33%.
Ovviamente ciò a cui si ha diritto con una invalidità civile al 33% è diverso rispetto a ciò a cui si ha diritto con un’invalidità del 100%.
Per esempio, stando alla guida dell’INPS “I diritti delle persone con disabilità” :
- il 33,33% è la soglia minima di invalidità e dà diritto ad ottenere gratuitamente protesi e ausili ortopedici;
- dal 46% in poi si ha diritto all’iscrizione nelle liste speciali dei Centri per l’impiego per l’assunzione agevolata al lavoro;
- con almeno il 74% è riconosciuta la qualifica di invalido parziale e si ha diritto al pagamento di un assegno mensile (in presenza di determinati requisiti di reddito);
- col 100% è riconosciuta la qualifica di invalido totale e si ha diritto al pagamento della pensione di inabilità.
Inoltre, se la persona non è in grado di spostarsi o anche solo deambulare autonomamente, ha diritto all’indennità di accompagnamento.
Come si richiede?
Purtroppo, richiedere e vedersi riconosciuta l’invalidità civile in Italia è un percorso lungo e complesso, che può essere reso più accessibile dai patronati o dagli sportelli per i cittadini laddove presenti.
La procedura, dal 2009, è esclusivamente telematica – attraverso SPID o CIE – dal sito dell’INPS.
Il primo passo è la trasmissione da parte di un medico abilitato (solitamente il medico specialistico che ha in cura il paziente) del cosiddetto certificato medico introduttivo, che deve poi anche consegnare al paziente perché gli verrà richiesto durante la visita medica necessaria ad accertare e misurare il grado di invalidità insieme alla ricevuta di trasmissione che contiene un codice unico necessario all’identificazione del paziente e della domanda di riconoscimento.
Il passo successivo è a carico invece di chi richiede il riconoscimento: entro 90 giorni dalla trasmissione del certificato introduttivo si deve inoltrare la domanda vera e propria, sempre attraverso il sito dell’INPS. È bene prendersi tempo nel fare questa domanda e fare contestualmente le domande di tutte le agevolazioni e i benefici e di altri riconoscimenti necessari, per esempio, sul luogo di lavoro.
A questo punto si dovrebbe ricevere – tramite raccomandata che indica data, luogo, ora e documentazione necessaria (da portarsi sempre in doppia copia) – un appuntamento per una visita medica di accertamento che deve avvenire entro 30 giorni dalla richiesta.
Nel caso in cui non sia possibile spostarsi, al momento della domanda (o entro cinque giorni dall’appuntamento) si può richiedere che la visita sia a domicilio, ma non è detto che tale richiesta sia accolta; inoltre sarebbe opportuno che a tale visita sia presente anche il proprio medico curante, quello che conosce il caso nello specifico e saprà eventualmente fornire tutte le informazioni necessarie rispetto alla reale situazione del richiedente.
Al termine della visita si riceve un verbale che riporta il risultato – l’eventuale riconoscimento o meno dell’invalidità civile e la percentuale riconosciuta, ma anche la possibile necessità di una revisione più avanti nel tempo o di una convalida dal centro medico legale dell’INPS per rendere definitiva la decisione.
Quando la decisione sarà definitiva si riceverà – sempre per via telematica – un verbale definitivo in due formati: completo e ridotto, riportante quest’ultimo solo l’esito e le informazioni strettamente necessarie per le pratiche burocratiche e amministrative.
Questo, tuttavia, non è il termine del percorso. Infatti, se la propria percentuale di invalidità prevede una forma di sostegno economico è necessaria una verifica amministrativa per superare la quale si devono fornire ulteriori moduli che si riceveranno contestualmente al verbale definitivo.
Prima di imbarcarsi in questo processo può essere utile consultare approfonditamente il sito dell’INPS alle pagine specifiche, dedicate a questa procedura, dove si trovano gli elenchi delle certificazioni necessarie, il dettaglio dei passaggi nonché un tutorial.
Indubbiamente è un processo complicato e, come detto prima, quando possibile un supporto da un patronato o un’associazione di pazienti può fare la differenza.
Temporanea, permanente, revocata o aggravata
Il riconoscimento dell’invalidità civile non è uno stato necessariamente definitivo, può essere temporanea, può cambiare al regredire o all’aggravarsi della malattia.
Come detto sopra, quando si riceve il verbale, infatti, si può ricevere anche una notifica per un appuntamento di revisione del riconoscimento dell’invalidità.
Questo avviene nel caso, per esempio, in cui in sede di visita si sia considerato lo stato di invalidità “temporaneo”.
In questo caso, alcuni mesi prima della visita si riceve un invito a sottoporre online tutta una nuova certificazione che in alcuni casi è ritenuta sufficiente al rinnovo dell’invalidità, mentre in altri si deve procedere con una nuova visita.
L’esito di questa può essere anche la revoca del riconoscimento di invalidità o la riduzione della percentuale di invalidità riconosciuta.
Decisioni contro le quali eventualmente si può presentare ricorso direttamente al giudice.
Alcune volte effettivamente la condizione sanitaria del paziente può effettivamente migliorare, spesso tuttavia, questa peggiora.
Per esempio, la malattia può progredire.
In questo caso la persona coinvolta o i suoi familiari possono richiedere l’accertamento dell’aggravamento dello stato di salute, che comporta tuttavia tutta una nuova procedura, molto simile alla precedente in cui è necessario sottomettere la documentazione attestante il peggioramento delle condizioni del richiedente e, spesso, è sottoporsi a una nuova visita di accertamento.
Comitato di redazione Assilt
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| Fonti:
Aimac – I diritti del malato di cancro https://www.aimac.it/libretti-tumore/diritti-malato-cancro/ Gazzetta Ufficiale – LEGGE 5 febbraio 1992, n. 104 https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1992/02/17/092G0108/sg Gazzetta Ufficiale – Decreto ministeriale D.M. Sanità 5/2/1992 https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1992/02/26/092A0771/sg INPS – Circolare numero 131 del 28/12/2009 https://www.inps.it/bussola/VisualizZADOC.aspx?sVirtualURL=/circolari/Circolare%20numero%20131%20del%2028-12-2009.htm&iIDDalPortale=47118 INPS – Domanda invalidità civile e accertamento sanitario https://www.inps.it/it/it/dettaglio-scheda.schede-servizio-strumento.schede-servizi.domanda-invalidita-civile-e-accertamento-sanitario-50004.accertamento-sanitario.html INPS – I diritti delle persone con disabilità https://servizi2.inps.it/docallegati/mig/doc/pubblicazioni/opuscoli/pdfdisabili.pdf Policlinico Sant’Orsola – Riconoscimento dell’invalidità https://www.aosp.bo.it/content/diritti-esigibili-invalidit
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