Le vacanze sulla neve sono più piacevoli se non includono visite all’infermiera o al pronto soccorso.
Che siano settimane bianche o week end in montagna i giorni di vacanza sulla neve sono da vivere evitando spiacevoli inconvenienti.
Qualche consiglio e accorgimento per ridurre questo rischio.
Gli incidenti non sono purtroppo prevedibili, tuttavia ci sono alcuni accorgimenti che possono ridurre il rischio di questi incidenti e soprattutto di infortuni e conseguenze più gravi.
Quali sono i rischi principali?
La maggior parte degli infortuni è dovuta a cadute, meno spesso sono causati invece da scontri tra sciatori, che tuttavia, anche se poco frequenti, possono essere molto rischiosi.
Ogni anno, secondo il sito della SIOT (Società italiana di ortopedia e traumatologia), si registrano sulle piste circa 30.000 infortuni.
Quelli più frequenti riguardano gli sciatori, anche se tra i più giovani sono gli snowboarder a farsi male più spesso.
Un maggiore e più sistematico uso del casco ha portato nel tempo una riduzione ai danni alla testa e al collo, e i moderni modelli di scarponi e di attacchi adatti a diverse discipline a quelli a piedi e caviglie, anche se questi ultimi si verificano ancora con una certa assiduità.
Gli infortuni più frequenti tra gli sciatori sono quelli che colpiscono le gambe, in particolare, le lesioni più o meno gravi dei legamenti del ginocchio – in primo luogo il crociato anteriore, ma spesso anche il collaterale mediale.
Secondo uno studio del 2019 dell’Università del Vermont (USA) per esempio, questi rappresenterebbero circa un terzo degli infortuni che avvengono sugli sci.
A essere più a rischio per gli snowboarder sono, invece, le estremità superiori: polsi rotti o slogati, spalle lussate e fratture della clavicola che, nel loro insieme, rappresentano circa il 14% degli infortuni (un altro 13% riguarda testa e collo) in totale che occorrono sulle piste.
“Le lesioni più comuni che coinvolgono la spalla includono lesioni della cuffia dei rotatori, lussazioni e sublussazioni gleno-omerali anteriori, distorsioni acromioclavicolari, fratture dell’omero prossimale e fratture clavicolari”, spiegano i ricercatori nel loro studio.
C’è tuttavia, sempre secondo gli studiosi statunitensi, un infortunio assai comune che è il più sottostimato tra gli sciatori perché ritenuto poco grave, ma che in realtà è assai doloroso e capace di mettere in difficoltà chi lo riporta per diverse settimane.
È il cosiddetto “pollice dello sciatore”, una lesione del legamento collaterale ulnare che di solito avviene in seguito a una caduta durante la quale lo sciatore non lascia andare il bastoncino costringendo il pollice ha un piegamento inopportuno e innaturale.
Cosa fare prima di arrivare sulla neve?
Il modo migliore per prevenire infortuni o problemi sulla neve è senza dubbio arrivare sulle piste con un’adeguata preparazione atletica, costruita con un costante allenamento nelle settimane – mesi – precedenti alla vacanza.
Non è infatti realistico pensare di potersi dedicare per sette giorni allo sci, magari per sette o otto ore di fila, se non si fa alcuna attività fisica durante l’anno e se non ci si prepara prendendosi cura soprattutto del tono muscolare – addominali, dorsali e delle spalle, quadricipiti, e della propria elasticità come anche dell’equilibrio.
Anche piedi e caviglie sono sotto pressione costante sulle piste e devono essere preparati adeguatamente allo sforzo.
Quando ci si allena, poi, lo si dovrebbe fare anche per “imparare a cadere”. Saper cadere è infatti molto utile per evitare infortuni a mani, polsi e gomiti per esempio.
Questo non vuol dire che chi non fa sport durante l’anno è per forza interdetto da una vacanza sulla neve, ma sicuramente significa che le persone in questione devono prestare più attenzione sulle piste, come vedremo poi, e non esagerare con le proprie aspettative e prestazioni sulle piste.
Adoperare correttamente l’attrezzatura giusta è un altro fattore fondamentale per prevenire gli infortuni.
Attrezzatura giusta sia in relazione al tipo di attività che si vuole fare (snowboard, sci di fondo, alpino, discesa) sia rispetto alle proprie capacità.
Farsi consigliare o fare opportune ricerche quando si acquista l’equipaggiamento e farsi spiegare come indossarlo non è sintomo di incompetenza, ma di prudenza e saggezza.
Cosa fare o non fare sulle piste?
La prima cosa da fare una volta arrivati sulla neve è non sopravvalutare le proprie capacità, la propria forma fisica o la propria esperienza.
Come accennato sopra, se non si è in forma – o se si è ancora dei principianti – è bene non lanciarsi su discese da esperti con pendenze improvvise, salti e altri fattori di difficoltà e nemmeno sciare senza sosta per tante ore di seguito.
È più opportuno invece cominciare con piste semplici, prendere lezioni adeguate al proprio livello, fare pause quando necessario.
Sono accorgimenti che permettono di godersi la neve e divertirsi a prescindere dal proprio livello di esperienza o di preparazione atletica: nessuno se la spassa a cadere in continuazione o a farsi male o anche solo a sentirsi in difficoltà.
Ci sono tante cose che si possono fare mentre i propri amici e familiari più esperti o preparati trascorrono quelle due ore extra sulla neve.
Per esempio, godersi una cioccolata calda in un rifugio o il sole e un libro, prenotare una ciaspolata o magari concedersi anche solo un bagno o un’ora di riposino pomeridiano.
A prescindere dal proprio livello, indossare il casco è fondamentale per tutti per ridurre il rischio di infortuni alla testa, nonché obbligatorio per i minori di 18 anni.
Altrettanto utile per tutti, esperti o principianti, in forma o meno, è fare stretching e un leggero riscaldamento prima di lasciarsi andare alle discese più congeniali, come anche conoscere e rispettare i propri limiti: meglio rinunciare a quell’ultima pista se si è troppo stanchi (e ovviamente se si ha bevuto) e non si è più lucidi e concentrati come a inizio giornata.
Con la stanchezza i riflessi sono più lenti e i muscoli più affaticati, l’attenzione a quello che ci circonda e la consapevolezza del proprio corpo e dei propri movimenti diminuiscono: sono le condizioni ideali per una caduta.
Un campanello di allarme che qualcosa non va o che si deve rallentare, se non fermarsi è il dolore, che deve essere considerato come un alleato: quella che si considera una semplice caduta o un dolore da fatica può essere una condizione più seria.
Un dolore graduale e profondo può nascondere una frattura da stress. In generale il dolore è un avvertimento che qualcosa non va e non deve essere mai ignorato.
Infine, ed è forse scontato, sulle piste si devono rispettare le regole e gli avvisi degli impianti e delle piste, e si deve fare attenzione alle condizioni della neve (che peggiorano nella seconda parte della giornata) e a quelle atmosferiche: nebbia, nevischio, temperatura, scarsa luminosità.
Sciare in condizioni non ottimali aumenta i rischi.
I consigli della SIOT
Lo scorso dicembre, all’apertura della stagione sciistica, la Società italiana di ortopedia e traumatologia ha pubblicato sul suo sito (https://siot.it/infortuni-sci-vademecum-siot/#link_acc-1-2-d ) un vademecum di comportamento, con dieci consigli utili che vi riportiamo qui:
- Buona preparazione fisica: alcuni mesi prima delle vacanze in montagna è buona regola dedicarsi a un allenamento mirato per ridurre i rischi da infortunio.
- Mai sottovalutare dolori e fastidi: prima di partire risolvere qualsiasi tipo di dolore, sono campanelli d’allarme che possono alterare il controllo sul movimento e favorire l’instabilità.
- Fare esercizi di riscaldamento prima delle discese: ricordarsi dell’importanza dello stretching, utile soprattutto per le articolazioni.
- Prudenza, buon senso e responsabilità: comprendere i propri limiti, mai esagerare, fermandosi se necessario.
- Valutare attentamente le condizioni metereologiche, visibilità e caratteristiche della neve: prima di ogni discesa è importante essere bene informati sulle previsioni meteo che in montagna cambiano repentinamente.
- Prestare attenzione alla velocità: oggi sci e scarponi consentono di fare discese in pista anche ad elevata velocità che però deve essere adeguata alla propria preparazione tecnica e fisica, alle condizioni generali del tempo e delle piste.
- Rispettare le più comuni regole degli impianti sciistici: conoscere e rispettare la segnaletica sulle piste, effettuando soste e sorpassi, senza pericolo per sé e per gli altri.
- Evitare di appesantirsi con pranzi e colazioni: non saltare mai la prima colazione, orientandosi verso un pranzo più leggero ed equilibrato.
- Procedere sempre in compagnia: evitare di restare isolati per poter avere la possibilità di aiuto in caso di necessità.
- Utilizzare sempre il casco di protezione: l’utilizzo è raccomandato per adulti e bambini.
Comitato di redazione Assilt
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| Riferimenti
Davey A., Endres NK., et al. Alpine Skiing Injuries. Sports Health 2019; https://doi.org/10.1177/1941738118813 Nayun Chen, Yuping Yang1,2, Yanfang Jiang. Injury patterns in a large-scale ski resort in the host city of 2022 Winter Olympic Games: a retrospective cross-sectional study. BMJ Open 2020; https://doi.org/10.1136/bmjopen-2020-037834 Humanitas – Infortuni sugli sci: quali sono e come si prevengono https://www.humanitas.it/news/infortuni-sugli-sci-quali-sono-e-come-si-prevengono/ Infortuni sugli sci: il vademecum della SIOT per evitarli https://siot.it/infortuni-sci-vademecum-siot/#link_acc-1-2-d
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