Il cambiamento climatico è una questione di salute
15 Aprile 2024

Alla crisi climatica in corso rischia di sovrapporsi una crisi sanitaria globale, capace in alcuni casi di mettere in discussione i progressi raggiunti dall’essere umano in termini di capacità di affrontare e superare molte malattie.

Le temperature sono ogni anno più elevate, le piogge più scarse, gli eventi estremi più frequenti e disastrosi, come sempre più spesso osserviamo sulla nostra stessa penisola.

Il cambiamento climatico di origine antropica non è più soltanto una realtà confermata dalla scienza, è una

esperienza quotidiana per ciascuno di noi. E lo sarà sempre di più e con gravi conseguenze anche sulla salute umana.

Alla crisi climatica infatti rischia di sovrapporsi una crisi sanitaria globale, capace in alcuni casi di mettere in discussione i progressi raggiunti dall’essere umano in termini di capacità di affrontare e superare molte malattie. Secondo il rapporto del World Economic Forum sugli impatti del cambiamento climatico, infatti, entro il 2050 questo potrà causare oltre 14,5 milioni di morti e 12,5 trilioni di dollari di perdite economiche. Non è un caso che il cambiamento climatico sia stato identificato dall’Organizzazione mondiale per la sanità come potenzialmente la più grande sfida sanitaria del ventunesimo secolo.

Vi è più di un modo in cui il cambiamento climatico e le sue conseguenze sulle condizioni ambientali possono influenzare la salute umana. Ve ne sono alcuni diretti come le morti causate da inondazioni, siccità, ondate di calore, incendi, ma ve ne sono anche molti indiretti provocati sempre da questi fattori e anche da tempeste, innalzamento del livello del mare e quindi, più in generale, da perdita di biodiversità, distruzioni di habitat, perdita di produttività, aumento di patologie legate al clima, tra cui anche malattie trasmesse patogeni ospitati e trasportati da vettori animali come malaria, dengue, zika, in zone fino ad oggi non interessate da queste malattie.

Conseguenze dirette degli eventi estremi

Ovvero infortuni, malattie e decessi che si verificano a causa di eventi naturali e fenomeni climatici estremi. Ogni singolo evento estremo lascia dietro di sé delle vittime. Quelle più facilmente immaginabili sono quelle delle inondazioni, tuttavia non vanno sottostimate quelle legate a un aumento della frequenza e dell’intensità delle ondate di calore. Secondo quanto riportato dall’Organizzazione mondiale per la sanità, “circa il 37% dei decessi sono legati al caldo e al cambiamento climatico indotto dall’uomo. I decessi legati al caldo tra gli over 65 sono aumentati del 70% in due decenni”.

L’esposizione al caldo estremo oltre a causare colpi di calore e disidratazione ha un impatto su patologie cardiovascolari, respiratorie e cerebrovascolari (ictus). Le persone più a rischio sono lavoratori all’aperto, senzatetto, famiglie a basso reddito, anziani, bambini e donne incinte: ovvero le persone che possono non aver accesso a sistemi di aria condizionata o che non sono in grado – per ragioni diverse – di regolare autonomamente la propria temperatura corporea.

Conseguenze indirette, causate da cambiamenti nell’ambiente in cui vivremo

Cambiamenti nella qualità dell’aria, nella disponibilità di acqua potabile, aumento di malattie infettive e non. Queste sono tutte conseguenze del cambiamento climatico sull’ambiente naturale che hanno un impatto sulla nostra salute.

I cambiamenti climatici influenzano la qualità dell’aria che respiriamo, aumenta l’inquinamento atmosferico, il livello di anidride carbonica e di ozono (che danneggia il tessuto polmonare e infiamma le vie aeree), aumentano gli incendi che producono e diffondono fumo e altri inquinanti come il particolato: particelle estremamente piccole e goccioline liquide sospese nell’atmosfera da 1, 2, 2,5 micrometri la cui inalazione provoca diversi effetti avversi sulla salute, da malattie polmonari e cardiovascolari croniche fino al tumore ai polmoni.

Inoltre, le temperature elevate provocano anche un aumento degli allergeni presenti nell’aria come il polline. I bambini, gli anziani, i lavoratori all’aperto e coloro che soffrono di asma e altre malattie polmonari croniche sono particolarmente a rischio.

La siccità porta a una minore disponibilità di acqua potabile e le inondazioni anche, causando spesso infiltrazioni delle fonti di acqua potabile con le acque reflue. Questo poi porta anche alla diffusione di malattie come tifo, salmonellosi, colera, infezioni da E.coli e persino all’aumento di una resistenza agli antibiotici.

Anche le malattie portate da vettori – come malaria, dengue, zika, malattia di Lyme – in seguito a cambiamenti nella temperatura, nelle precipitazioni e nel clima locale, potrebbero arrivare in zone finora non colpite, per esempio espandersi dalle aree tropicali verso altre fino ad oggi più fredde e meno ospitali ma che diventano ogni giorno per loro più accoglienti. Per esempio, le zecche responsabili della malattia di Lyme vivono solo a determinate temperature, abbastanza elevate: l’aumento di questo potrebbe non solo portare a una stagione più lunga nelle aree già colpite, ma portare questi animali a spostarsi in nuovi territori.

Infine, la perdita di biodiversità e la distruzione di habitat potrebbe portare a una crescente convivenza tra umani e altre specie animali e a una diffusione delle cosiddette zoonosi: ovvero malattie trasmesse all’uomo dagli animali, proprio come covid-19 o alcune influenze, come l’aviaria o la suina.

Altre conseguenze indirette, causate da cambiamenti socio-economici

Eccoci alle conseguenze più a valle, ma non per questo particolarmente lontane nel tempo, dei cambiamenti climatici già in atto. Parliamo in primo luogo di sicurezza alimentare, ovvero del fatto che vi potrebbe essere una riduzione della disponibilità e dell’accesso alle risorse alimentari e con conseguenti crisi alimentari e nutrizionali.

Nel 2020, circa 770 milioni di persone nel mondo hanno dovuto affrontare la fame, soprattutto in Africa e in Asia e in particolar modo donne e bambini. Sempre in Asia, Africa e in generale nei paesi a basso reddito vive la maggior parte dei 3,6 miliardi di persone che, secondo il sesto rapporto di valutazione del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC), si trova in condizioni altamente vulnerabili agli impatti dei cambiamenti climatici. E sono proprio loro a pagare il prezzo più alto: negli ultimi dieci anni il tasso di mortalità dovuto a eventi meteorologici estremi è stato 15 volte più elevato per le popolazioni delle regioni altamente vulnerabili rispetto alle regioni con la vulnerabilità più bassa.

A questa disparità globale, tra paesi e aree geografiche, corrisponde una disparità interna alle nazioni e alle comunità locali. In questo caso la popolazione vulnerabile è composta da coloro che vivono in povertà, gli anziani, le donne, i bambini, le persone socialmente isolate e gli individui con condizioni mediche preesistenti.

Queste disparità si amplificano quando poi i sistemi sanitari si trovano sotto forte stress. Abbiamo visto cosa è successo durante la pandemia e vediamo cosa succede ogni giorno, con liste di attesa sempre più ampie. Un aumento delle malattie infettive e le altre conseguenze per la salute che abbiamo visto finora possono portare poi all’implosione del sistema sanitario: ospedali sovraffollati, mancanza di medici e operatori sanitari, insufficienza di medicinali e dispositivi sanitari. E anche in questo caso a pagarne le conseguenze più alte sarebbero le popolazioni meno privilegiate a ogni livello: locale come nazionale come globale.

Vi è infine un aspetto che sembra spesso sottovalutato, ed è l’impatto sulla salute mentale. In primo luogo, vivere un evento meteorologico estremo può causare stress e altre conseguenze sulla salute mentale, in particolare quando in seguito a esso si perdono i propri cari o la propria casa. Inoltre, gli individui con malattie mentali sono particolarmente vulnerabili al caldo estremo, soprattutto se assumono farmaci che rendono difficile la regolazione della temperatura corporea. Infine, anche la sola minaccia percepita del cambiamento climatico può influenzare le risposte allo stress e la salute mentale. Tra le persone individuate come più a rischio di conseguenze sulla salute mentale ci sono bambini e anziani, donne in gravidanza e dopo il parto, persone con malattie mentali preesistenti, persone a basso reddito e operatori di emergenza.

Tre sfide per il futuro

Cosa fare dunque per affrontare le conseguenze del climate change, anche dal punto di vista sanitario? Noi in prima persona possiamo fare poco. Tuttavia possiamo informarci, far sentire la nostra voce e i nostri voti e, per una volta, provare a mettere in discussione alcuni dei privilegi che ci vengono dal dove siamo nati: tanto le malattie non conoscono frontiere, non hanno bisogno di passaporti e non possono essere deportate. Tra le richieste che possiamo e dovremmo avanzare ai nostri governi e rappresentanti internazionali quella di portare in cima alla lista delle preoccupazioni legate al cambiamento climatico anche le conseguenze per la salute, e in cima all’agenda delle azioni, l’implementazione di piani per mitigarle e affrontarle. Iniziative e azioni che tengano conto in particolar modo delle diverse vulnerabilità, in modo che nella progettazione di una risposta sanitaria pubblica, globale quanto locale si tenga in considerazione un principio di equità.

Solo con questo principio in mente si possono pensare ai passi da intraprendere e in primo luogo ovviamente, il passo da compiere è quello di ridurre le cause antropiche del climate change. Promuovere azioni che riducano le emissioni di carbonio, in modo da rimanere entro il limite di riscaldamento globale di 1,5 °C stabilito dall’Accordo di Parigi del 2015, ed evitare impatti crescenti e intollerabili sulla salute e sul benessere umano è proprio la prima delle tre sfide identificate in un interessante articolo pubblicato su Nature Medicine da tre esperti dell’Organizzazione mondiale per la sanità per affrontare la minaccia dei cambiamenti climatici alla salute.

Le altre due sono costruire sistemi sanitari migliori più resilienti al clima e a basse emissioni di carbonio e individuare e attuare misure di sanità pubblica per proteggersi da tutti i rischi climatici per la salute che abbiamo velocemente tratteggiato in questo articolo. Sono sfide di cui si parla meno sui giornali, ai congressi, nei dibattiti pubblici, nelle facoltà di medicina, eppure sono altrettanto fondamentali.

E non possono essere dimenticate o trascurate.

Comitato di redazione Assilt

 

 

Riferimenti:

Atwoli L, Baqui AH., et al. Call for emergency action to limit global temperature increases, restore biodiversity, and protect health. The Lancet 2021; https://doi.org/10.1016/S0140-6736(21)01915-2

Campbell-Lendrum, D., Neville, T., Schweizer, C. et al. Climate change and health: three grand challenges. Nature Medicine 2023; https://doi.org/10.1038/s41591-023-02438-w

Lancet Countdown: Tracking progress on health and climate change. The 2023 Global Report of the Lancet Countdown https://www.lancetcountdown.org/2023-report/

Romanello M., Di Napoli C. Green C., et al. The 2023 report of the Lancet Countdown on health and climate change: the imperative for a health-centred response in a world facing irreversible harms. The Lancet 2023;  https://doi.org/10.1016/S0140-6736(23)01859-7

United States Environmental Protection Agency  – City of Chicago – Climate Impacts on Human Health https://climatechange.chicago.gov/climate-impacts/climate-impacts-human-health

World Economic Forum  – ​​Quantifying the Impact of Climate Change on Human Health. https://www3.weforum.org/docs/WEF_Quantifying_the_Impact_of_Climate_Change_on_Human_Health_2024.pdf

World Health Organization – Climate Change https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/climate-change-and-health#:~:text=Climate%20change%20is%20impacting%20health,diseases%2C%20and%20mental%20health%20issues.

World Health Organization  – Lancet Countdown report calls for climate-driven health action https://www.who.int/news/item/15-11-2023-lancet-countdown-report-calls-for-climate-driven-health-acti

World Health Organization regional office for the Americas – Pan American Health Organization – Climate Change and Health https://www.paho.org/en/topics/climate-change-and-health