La digitalizzazione del S.S.N.
24 Gennaio 2023

L’innovazione digitale gioca ormai un ruolo strategico in numerosi ambiti e la sanità rappresenta uno dei terreni più fertili dove le tecnologie possono fare la differenza.

 

Si parla dunque di Sanità Digitale, un concetto che riguarda l’applicazione delle tecnologie digitali a supporto dell’innovazione del sistema sanitario per rendere più efficace l’erogazione dei servizi, snellire la comunicazione tra strutture sanitarie e cittadini, semplificare i sistemi di prenotazione e molto altro.

Nonostante l’Italia sia uno dei Paesi europei con i maggiori tassi di invecchiamento demografico e crescita dell’aspettativa di vita (fattori che aumentano le richieste di cura), l’attuale spesa in Sanità Digitale presenta ancora ampi margini di crescita.

Tuttavia, complice la pandemia che ha messo in evidenza le criticità del nostro sistema sanitario, si rileva una tendenza di crescita positiva che sembra destinata a continuare anche grazie ai fondi previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

È comunque chiaro che occorrono nuove competenze digitali fra professionisti sanitari e cittadini, affinché possano sfruttare consapevolmente le potenzialità degli strumenti tecnologici, così come occorre un adeguato sistema di governance che aiuti a superare le discrepanze a livello locale e regionale.

La Sanità Digitale in Italia tra ripresa e pandemia

La pandemia ha messo a dura prova il Sistema Sanitario italiano, portandone sotto i riflettori le fragilità:

  • disparità a livello socioeconomico e demografico nell’accesso ai servizi,
  • tempi di attesa elevati per l’accesso alle prestazioni,
  • poche risorse e competenze digitali.

Il nostro Paese ha sofferto per gli scarsi investimenti in Sanità Digitale, ben al di sotto della media europea, per questo ora siamo protagonisti di una sfida: occorre una vera e propria rivoluzione tecnologica, infrastrutturale e culturale.

A fronte di questa situazione entra in gioco il PNRR, un piano che fa ben sperare in un sistema sanitario sostenibile, resiliente, equo e che sfrutti pienamente i benefici che il digitale offre al personale sanitario e ai cittadini.

Si prevede certamente un periodo complesso, dato che l’emergenza sanitaria è ancora in corso, ma per ripartire è necessario focalizzarsi il prima possibile sulla Sanità post-emergenza.

I numeri salienti

L’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità ogni anno stima la spesa complessiva per la digitalizzazione della Sanità italiana: nel 2020 è stata pari a 1,5 miliardi di euro (1,2% della spesa sanitaria pubblica, corrispondente a circa 25 € per abitante), con un aumento del 5% rispetto al dato del 2019, anno in cui la spesa era stata stimata pari a 1,43 miliardi di euro.

La pandemia ha spinto la diffusione di strumenti digitali nel settore sanitario, accelerandone anche la conoscenza e l’uso da parte di cittadini, medici e strutture sanitarie nelle diverse fasi del percorso di cura, ma il processo di digitalizzazione del sistema sanitario è ancora frammentato e disomogeneo.

Uno dei punti più critici sono le competenze digitali dei professionisti sanitari, oggi insufficienti per cavalcare le nuove tendenze della rivoluzione tecnologica.

Il 60% dei medici specialisti e dei medici di medicina generale (MMG) ha sufficienti competenze digitali di base, legate all’uso di strumenti digitali nella vita quotidiana, ma solo il 4% ha un livello soddisfacente in tutte le aree delle competenze digitali professionali.

Un S.S.N. più digitale e connesso, poi, non può prescindere da un’adeguata gestione e valorizzazione dei dati in sanità, ma lo strumento principale per la raccolta dei dati sui pazienti, il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), è ancora poco sfruttato. Solo il 38% della popolazione ne ha sentito parlare e solo il 12% è consapevole di averlo utilizzato.

Il PNRR rappresenta una grande opportunità non solo per le risorse messe in campo (7 miliardi per lo sviluppo di reti di prossimità, strutture e Telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale, e 8,63 miliardi per l’innovazione, la ricerca e la digitalizzazione del S.S.N.) ma perché traccia gli obiettivi da perseguire per costruire la Sanità del futuro, dallo sviluppo di cultura e competenze digitali nei medici e nei cittadini a una migliore governance delle iniziative digitali e a una più diffusa collaborazione fra i vari attori del sistema sanitario.

La sanità digitale nel PNRR

Il PNRR prevede importanti investimenti in ambito sanitario.

Due gli obiettivi principali:

  1. il rafforzamento della prevenzione e dell’assistenza,
  2. l’ammodernamento delle dotazioni tecnologiche del Servizio Sanitario Nazionale.

Si punta inoltre ad un potenziamento del Fascicolo Sanitario Elettronico e della Telemedicina, nonché ad iniziative per promuovere la ricerca in ambito biomedico e sanitario.

Il modello della Connected Care

La Connected Care rappresenta l’ecosistema che permette al paziente di accedere alle informazioni sanitarie attraverso piattaforme digitali integrate o interoperabili e di condividere tali informazioni con tutti gli attori coinvolti nel processo di cura (medici e infermieri, operatori sanitari sul territorio e a domicilio, farmacie, assicurazioni, ecc.).

Allo stesso modo anche i diversi attori che entrano in contatto con il paziente sono connessi tra di loro e hanno a disposizione la storia clinica del paziente, così da supportarli nella presa di decisioni.

Sanità Digitale e Telemedicina

La Telemedicina è una delle applicazioni più innovative e interessanti nell’ambito della Sanità Digitale.

Come ampiamente illustrato nell’articolo pubblicato lo scorso 4 novembre in questa sezione “Salute in Linea”, parliamo di servizi di assistenza sanitaria erogati tramite tecnologie informatiche, in situazioni in cui il professionista della salute e il paziente (o due professionisti) non si trovano nello stesso luogo (come nel caso di Tele-consulto, Tele-monitoraggio, Tele-visita, e altro).

Grazie a questa modalità è possibile trasmettere in maniera sicura informazioni e dati di carattere medico ai fini della prevenzione, la diagnosi, il trattamento e il successivo controllo dei pazienti.

Ma se è vero che i servizi di Telemedicina sono assimilabili a qualunque servizio sanitario diagnostico/terapeutico, essi non sostituiscono la prestazione sanitaria tradizionale, bensì la integrano per migliorarne l’efficacia e l’efficienza.

Con la pandemia la Telemedicina è emersa come strumento chiave per garantire la continuità delle cure, fattore che ha portato ad un’evoluzione sulla normativa a riguardo e ad un aumento nell’utilizzo da parte di medici e pazienti.

I principali ambiti innovativi della Sanità Digitale

Oltre alla Telemedicina, sono molteplici gli ambiti della Sanità Digitale che abilitano la cosiddetta Connected Care e che quindi facilitano l’accesso dei cittadini alle informazioni e ai servizi sanitari.

I principali ambiti di innovazione della Sanità sono rappresentati:

  • dal Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE),
  • dalle Terapie Digitali,
  • dai sistemi di Artificial Intelligence.

Il FSE è uno dei pilastri della Connected Care, dal momento che consente al cittadino di accedere a tutti i documenti e alle informazioni sanitarie riguardanti la propria storia clinica e, allo stesso tempo, permettere ai professionisti sanitari che lo hanno in cura di visualizzare queste informazioni per avere sotto controllo il suo stato di salute e poter prendere decisioni più mirate rispetto alla sua cura e assistenza.

La cartella clinica elettronica (CCE) supporta la gestione informatizzata dei dati anagrafici, clinici e sanitari del paziente lungo tutto il ciclo di assistenza sanitaria all’interno della struttura sanitaria.

La CCE è l’ambito ritenuto più rilevante dalle Direzioni Strategiche per il perseguimento degli obiettivi delle strutture sanitarie.

I sistemi di Artificial intelligence (AI) consistono in sistemi hardware e software dotati di capacità tipiche dell’essere umano (come apprendimento, adattamento, ragionamento e pianificazione), in grado prendere delle decisioni che, fino a quel momento, erano solitamente affidate agli umani.

Si tratta di un ambito che può consentire di valorizzare i dati raccolti tramite FSE, Cartella Clinica Elettronica o altri sistemi.

Le Terapie Digitali costituiscono un ambito particolarmente innovativo. Si tratta di applicazioni validate clinicamente (come avviene per farmaci e dispositivi medici) e possono essere utilizzate per prevenire, gestire o trattare una patologia, da sole o in combinazione con dispositivi medici o farmaci.

Il Repository clinico documentale rappresenta la base dati centrale e unica di riferimento dei documenti relativi agli eventi e ai dati clinici degli assistiti dell’azienda sanitaria.

I Sistemi dipartimentali comprendono il LIS (Laboratory Information System, cioè il sistema per la gestione delle attività diagnostiche dei Laboratori Analisi), il RIS/PACS (Radiology Information System e Picture Archiving and Communication System, cioè il sistema per la gestione della diagnostica per immagini), isistemi a supporto dell’Anatomia Patologica, i gestionali di Sala Operatoria, i gestionali di immunoematologia e medicina trasfusionale.

I servizi digitali al cittadino comprendono i servizi realizzati dall’azienda sanitaria e rivolti al cittadino/paziente, erogati attraverso i canali digitali (sito web pubblico o App).

In questa categoria ricadono ad esempio i servizi di comunicazione (informazioni sulla struttura sanitaria, tempi medi di attesa, ecc.), di accesso alle informazioni cliniche da parte del paziente (dati clinici, referti, ecc.), di supporto alla prenotazione e al pagamento visite online, i sistemi di supporto alla prevenzione (informativi e interattivi, con strumenti di autodiagnosi).

L’Enterprise imaging permette di visualizzare, archiviare, scambiare e analizzare tutte le immagini cliniche e i contenuti multimediali dell’azienda sanitaria.

I Sistemi di front-end supportano il processo di accoglienza (casse automatiche, self accettazione), di gestione dei flussi di utenza nella struttura sanitaria (gestione elettronica delle code e delle priorità), di comunicazione rivolta agli utenti in attesa dell’erogazione della prestazione sanitaria (monitor, totem), il CUP, i sistemi di Accettazione, Dimissione e Trasferimento (ADT) e i sistemi di gestione del Pronto Soccorso.

Nel modello della Connected Care, le App possono essere utilizzate per diversi scopi e in diverse fasi del percorso del cittadino/paziente:

  1. per monitorare il proprio stile di vita (alimentazione, attività fisica, ecc.),
  2. per tenere sotto controllo una patologia cronica (sintomi, parametri, ecc.)
  3. per intervenire con un trattamento specifico (per eliminare una dipendenza).

Queste App vedono tuttavia ancora un utilizzo piuttosto limitato da parte sia dei cittadini che dei pazienti.

L’introduzione delle tecnologie digitali in tutto il percorso di cura e assistenza del paziente

è una innovazione della quale il sistema sanitario non può più prescindere.

La digitalizzazione è indispensabile affinché il sistema sanitario possa trasformarsi in un settore chiave per lo sviluppo del Paese, ma è necessario che il Servizio Sanitario Nazionale sfrutti questa tendenza di informatizzazione dei processi, rinnovandosi e migliorando la rapidità dei servizi offerti.

Prof. Valerio D’Orazi
Consulente Sanitario ASSILT

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