Tumore polmonare – Ultime novità
2 Dicembre 2022

Il tumore del polmone è la principale causa di morte per cancro in tutto il mondo. Circa l’85% dei casi è legato al fumo di sigaretta. I sintomi più comuni comprendono tosse (secca o produttiva), sensazione di peso sul torace o dolore toracico, calo ponderale e, più raramente, emissione di sangue dall’espettorato. Purtroppo, una percentuale non trascurabile di pazienti arriva alla prima diagnosi già con metastasi, persino senza aver mostrato importanti sintomi clinici.

La diagnosi è effettuata sulla base di una radiografia o una successiva TAC del torace ed è confermata mediante una biopsia polmonare con broncoscopia o toracoscopia.

In base allo stadio della malattia, il trattamento “classico” prevede la chirurgia, la chemioterapia, la radioterapia, o una combinazione di due o tre delle sopramenzionate procedure.

Fino a circa venti anni fa, la prognosi di un paziente con tumore al polmone era mediocre, difatti solo il 15% dei pazienti sopravviveva più di 5 anni dal momento della diagnosi.

Addirittura, per i pazienti allo stadio IV della malattia, ossia con metastasi, il tasso di sopravvivenza globale a 5 anni era inferiore all’1%.

Tuttavia, grazie all’identificazione di alcune mutazioni che possono essere sfruttate nell’approccio alla terapia, i risultati sono migliorati e gli attuali tassi di sopravvivenza a 5 anni arrivano a toccare il 20%.

Nello specifico, innovative ricerche di diagnostica molecolare hanno consentito di individuare, nel DNA di alcune cellule tumorali, la presenza di specifiche mutazioni (esempio: dei geni EGFR e ALK) che rappresentano il bersaglio di nuove classi di farmaci antitumorali.

La ricerca di queste alterazioni molecolari è oggigiorno da considerarsi parte integrante della diagnostica in alcune forme di tumore del polmone.

Gli ultimi progressi della ricerca hanno portato allo sviluppo della terapia biologica (o immunoterapia) anche nel tumore del polmone.

I farmaci biologici sono anticorpi monoclonali in grado di risvegliare il sistema immunitario del paziente, portandolo a riconoscere e distruggere le cellule tumorali.

Questi farmaci a bersaglio molecolare hanno decisamente meno effetti collaterali rispetto ai chemioterapici, dato il diverso meccanismo di azione rivolto solo ad uno specifico recettore sulla superficie o all’interno della cellula tumorale (una sorta di innesco che attiva il tumore e che gli consente di crescere) e non indistintamente verso la maggior parte delle cellule normali del nostro organismo come nella chemioterapia.

Questo tipo di terapia è attualmente approvata nel trattamento di alcune forme di tumore polmonare in stadio metastatico come singolo trattamento o in associazione a chemioterapia e nello stadio localmente avanzato come consolidamento dopo aver effettuato uno o più cicli di radioterapia o chemioterapia.

Inoltre, in casi specifici, è possibile fare ricorso a trattamenti locali come la radioterapia stereotassica, ossia un’ablazione tramite radiofrequenza per distruggere il tumore con il calore, oppure la terapia fotodinamica che consiste nell’iniezione di un farmaco che viene poi attivato grazie alla luce di un broncoscopio e distrugge le cellule tumorali, oltre alla terapia laser.

Infine, in alcuni tipi di tumori polmonari si possono anche utilizzare, in associazione alla chemioterapia, farmaci che bloccano l’angiogenesi, cioè la formazione di nuovi vasi sanguigni.

Tuttavia, nonostante le tante recenti acquisizioni scientifiche e i progressi della ricerca nella diagnostica e nella terapia del tumore polmonare, il miglior approccio terapeutico resta la prevenzione.

La migliore e più efficace prevenzione primaria resta sempre l’abolizione del fumo di tabacco e affini.

Per quanto riguarda i fattori di rischio professionali, è fondamentale utilizzare sempre sui luoghi di lavoro tutti i dispositivi di protezione individuali per cercare di minimizzare i rischi e lavorare in sicurezza.

Inoltre, è importante fare regolare esercizio fisico e prediligere nell’alimentazione cibi ricchi di vitamine e antiossidanti come frutta e verdura, che possono aiutare i polmoni a mantenersi sani, riducendo gli stress ossidativi che possono predisporre a mutazioni neoplastiche.

Oltre alla prevenzione è fondamentale la diagnosi precoce: la perfetta guarigione dal tumore al polmone è tanto più probabile quanto prima si riesce ad attuare la terapia antitumorale.

Una particolare attenzione dovrebbe essere riservata ai soggetti fumatori o ex-fumatori con età superiore ai 55 anni, perché hanno un persistente aumento del rischio di contrarre tumore al polmone.

A tale proposito, vari studi hanno dimostrato che effettuare scansioni TC a basso dosaggio possono essere utilizzate per lo screening del cancro ai polmoni nelle persone con una storia di forte fumo.

L’utilizzo di questo screening può ridurre il rischio di morire di cancro ai polmoni.

Infine, numerosi gruppi nel mondo stanno cercando di sviluppare o perfezionare test di diagnosi precoce sull’espettorato, sul sangue e sull’espirato, addirittura utilizzando avveniristici algoritmi informatici basati sull’intelligenza artificiale.

L’approccio diagnostico terapeutico della patologia neoplastica polmonare

potrebbe ulteriormente cambiare nei prossimi decenni.

Dr. Silvano Dragonieri  Consulente Sanitario Assilt

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