Udito: prezioso da proteggere
3 Marzo 2024

Il 3 marzo è la Giornata mondiale dell’udito, una ricorrenza che mira ad aumentare la consapevolezza e ridurre lo stigma legato alla perdita dell’udito. Una disabilità che riguarda più persone di quanto non si pensi. “Una disabilità invisibile”, così è spesso considerata la perdita dell’udito.

Lo ricorda una frase di Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore generale dell’OMS, riportata sul sito della Giornata Mondiale dell’udito 2024 che anche quest’anno, come ogni anno, si celebra il 3 marzo.

Perché invisibile?

Non solo perché non presenta sintomi evidenti, ben riconoscibili, anche da lontano. Lo è anche perché troppo spesso sottostimata, ignorata, quando non stigmatizzata e oggetto di stereotipi.

Proprio lo smantellamento di questi stereotipi e gli ostacoli personali e sociali da essi causati a chi soffre di perdita dell’udito è l’obiettivo della campagna di quest’anno. Il primo da far cadere è il che siano in pochi a soffrirne: non è vero e il numero di chi manifesta una perdita dell’udito cresce di anno in anno.

Secondo i dati del Global Burden Disease, infatti, nel mondo sono 1,53 miliardi le persone che vivono con problemi di udito – la maggior parte nei paesi a basso e medio reddito – e il loro numero è destinato a salire a 2,5 miliardi entro il 2025 e a oggi 430 milioni di persone (circa il 5 per cento della popolazione mondiale) necessitano di una qualche forma di riabilitazione (compresi 34 milioni di bambini) per far fronte a una perdita di udito invalidante.

In Europa le persone che riportano un declino delle capacità uditive sono 196 milioni. In Italia, secondo i dati del Censis riportati dal Ministero della Salute, sono 7 milioni, circa il 12,1 per cento della popolazione.

Perdita dell’udito, ovvero…?

Per perdita dell’udito si intende un declino – improvviso o progressivo –  della capacità uditiva in una o in entrambe le orecchie. Può essere completo (più raramente, circa l’1-2 per cento dei casi) o parziale (più frequente).

In quest’ultimo caso si tende a conservare la capacità di udire suoni bassi rispetto a quelli acuti, e spesso un orecchio sente meglio dell’altro.

La perdita dell’udito si divide generalmente in tre diverse categorie: neurosensoriale, trasmissiva, mista.

La perdita dell’udito neurosensoriale è il tipo più comune di perdita dell’udito ed conseguenza del danneggiamento del nervo uditivo o dell’orecchio interno Può essere ereditaria o il risultato dell’invecchiamento, dell’esposizione a rumori forti, di lesioni o malattie.

Non è curabile con un intervento medico o chirurgico, e molti tra coloro che ne soffrono traggono benefici dall’impiego di apparecchi acustici.

La perdita dell’udito trasmissiva si verifica quando le onde sonore non sono in grado di passare dall’orecchio esterno a quello interno. La causa può essere un ostacolo fisico come cerume o un oggetto estraneo, come anche un’infezione o un’anomalia ossea o una lesione al timpano.

Infine, nel caso della perdita mista, come indicato dal termine stesso, le persone possono avere una combinazione di ipoacusia neurosensoriale e conduttiva. Spesso si sviluppa una componente di perdita trasmissiva a una perdita neurosensoriale preesistente.

Cause principali della perdita dell’udito

Al di là di ostacoli come cerume o oggetti all’interno dell’orecchio e di lesioni del timpano, tra le cause principali di una perdita dell’udito vi è l’età: invecchiando il nostro senso dell’udito diminuisce naturalmente.

È il risultato dell’inevitabile perdita o danneggiamento di alcune delle minuscole cellule ciliate dell’orecchio interno.

La qualità del nostro udito inizia a peggiorare intorno ai 40 anni e diventa evidente e riconoscibile intorno ai 60-70. Al di sopra degli 80 anni, un adulto su due convive con una perdita dell’udito.

Altri fattori che mettono in pericolo il nostro udito sono per esempio i rumori forti (da quelli a cui si è sottoposti su alcuni luoghi di lavoro come anche la musica a volume troppo alto. Abitudine questa che, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), mette a rischio più di un miliardo di persone in tutto il mondo di età compresa tra 12 e 35 anni.

Vi sono poi anche fattori ereditari e genetici e non sempre le forme ereditarie di sordità si presentano alla nascita o da bambini ma si sviluppano più avanti nel tempo.

Impatto sulla salute mentale e lotta agli stereotipi

La perdita dell’udito, oltre a favorire il rischio di cadute, può avere un considerevole impatto sulla salute cognitiva, sul benessere mentale e sulla qualità della vita di chi ne soffre.

Per esempio, alcuni studi avrebbero mostrato che nelle persone anziane accresce il rischio maggiore di sviluppare demenza rispetto a quelle con udito normale e di un declino più rapido anche in termini di memoria e capacità di concentrazione.

Fortunatamente sembra che l’impiego di dispositivi come apparecchi acustici e impianti cocleari riducano questi rischi.

Un impatto vi è anche sulla salute mentale: depressione, isolamento, diminuzione delle relazioni sociali sono una conseguenza della perdita di autonomia, della frustrazione e/o dell’imbarazzo nel non capire ciò che viene detto ed essere additati come irascibili, poco collaborative, soggetti a confusione. Nel caso dei più piccoli depressione e isolamento possono essere legati a una limitazione nella loro capacità di comunicare e legare con gli altri bambini, dovuta anche a ritardi nel linguaggio.

Proprio per ridurre questo impatto è importante che le persone con perdite uditive non siano circondate da stigma e stereotipi sul loro conto.

Ecco alcuni esempi:

Riguarda solo le persone anziane ed è inevitabile: Sempre più giovani soffrono di problemi di udito a causa dell’esposizione ad ambienti rumorosi, a seguito di infezioni o per via dell’esposizione prolungata ed eccessiva alla musica ad alto volume, e questi sono fattori di rischio spesso prevenibili.

Tutti quelli che non sentono conoscono la lingua dei segni o leggono le labbra: In realtà, la maggior parte non usa la lingua dei segni. A farlo sono più spesso le persone sorde dalla nascita o dall’età infantile e che hanno avuto l’opportunità di impararla. Inoltre, alcune persone con perdita dell’udito leggono le labbra e altre no e molti suoni del parlato non sono visibili sulle labbra.

Devo urlare per farmi capire: Il volume è solo uno dei problemi. Un altro, altrettanto fondamentale, è la chiarezza, e questa diminuisce in proporzione all’aumento di volume, che distorce la qualità del suono.

Gli apparecchi acustici e gli impianti cocleari risolvono completamente il problema: Questi dispositivi non possono riportare l’udito alla “normalità”. I benefici ottenuti dipendono da fattori quali la storia uditiva dell’individuo, la durata e l’insorgenza della sordità e l’età di impianto. Anche gli apparecchi acustici più avanzati non ripristinano l’udito al 100% e richiedono un allenamento uditivo per aiutare il cervello a elaborare i suoni. Detto questo, sono spesso di grande beneficio e possono migliorare la qualità della vita di chi li indossa.

Quindi cosa fare?

La cosa più importante è non rinunciare a comunicare e conversare con una persona con problemi di udito. Ecco alcune semplici accortezze da mettere in atto per riuscirci senza creare disagio o frustrazione:

  1. Stabilire un contatto visivo per permettere la lettura delle labbra e posizionarsi vicino alla persona con cui si vuole parlare.
  2. Non borbottare o parlare sottovoce, soprattutto in un ambiente rumoroso. Ma anche non gridare: meglio parlare lentamente (ma non troppo) e in modo naturale.
  3. Pianificare incontri e riunioni in ambienti piccoli, tranquilli e con una buona illuminazione.
  4. Per informazioni importanti prediligere messaggi di testo o e-mail.
  5. Non ripetere all’infinito solo la parola che non è stata sentita, ma ripetere l’intera frase, magari provando con un sinonimo;
  6. Non parlare come a un neonato;
  7. Includere le persone con problemi di udito nelle conversazioni di gruppo e assicurarsi che parli una persona alla volta;
  8. Essere pazienti: non essere ascoltati è frustrante, ma lo è anche non riuscire a farlo. Se si è entrambi pazienti e rilassati, la conversazione ne beneficia sicuramente.

Comitato di redazione Assilt

 

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Riferimenti:

WHO – World Hearing Day 2024 https://www.who.int/campaigns/world-hearing-day/2024

Ministero della Salute – 3 marzo 2023, giornata mondiale dell’udito

https://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=6172

Haile  LM, Kamenov  K, Briant  PS,  et al; GBD 2019 Hearing Loss Collaborators.  Hearing loss prevalence and years lived with disability, 1990-2019: findings from the Global Burden of Disease Study 2019. The Lancet 2021; http://dx.doi.org/10.1016/S0140-6736(21)00516-X

Lisan Q, Goldberg M, Lahlou G, et al. Prevalence of Hearing Loss and Hearing Aid Use Among Adults in France in the CONSTANCES Study. JAMA Network Open 2022; doi:10.1001/jamanetworkopen.2022.17633 https://jamanetwork.com/journals/jamanetworkopen/fullarticle/2793494

Lin  FR, Yaffe  K, Xia  J,  et al; Health ABC Study Group.  Hearing loss and cognitive decline in older adults. JAMA Internal Medicine 2013; doi:10.1001/jamainternmed.2013.1868

http://jamanetwork.com/article.aspx?doi=10.1001/jamainternmed.2013.1868

Hearing Health Foundation – 17 Misconceptions About People with Hearing Loss

https://hearinghealthfoundation.org/blogs/17-misconceptions-people-with-hearing-loss

Hearing You – If asked, 58.5 million people in Europe would say they have a hearing loss. https://hearingyou.org/news/one-in-nine-european-say-they-have-a-hearing-loss/

Hearing You – Breaking down myths surrounding hearing loss

https://hearingyou.org/news/breaking-down-myths/

John Hopkins Medicine – Types of Hearing Loss

https://www.hopkinsmedicine.org/health/conditions-and-diseases/hearing-loss/types-of-hearing-loss

National Institutes of Health – National Institute on Aging – Hearing Loss: A Common Problem for Older Adults

https://www.nia.nih.gov/health/hearing-and-hearing-loss/hearing-loss-common-problem-older-adults