Italiani di tutte le età – Occhio alle malattie reumatiche
17 Dicembre 2019

Le malattie reumatologiche o reumatiche sono patologie caratterizzate dall’infiammazione di articolazioni, legamenti, tendini, ossa o muscoli e che in alcuni casi possono coinvolgere anche altri organi. Se non diagnosticate e curate precocemente possono portare alla perdita di funzionalità delle strutture infiammate. Attualmente se ne conoscono più di cento; fra di esse sono incluse l’artrite reumatoide, il lupus eritematoso sistemico, la sclerodermia, le spondiloartropatie, la polimiosite, la dermatomiosite e la sindrome di Sjögren. Alcune sono classificate come malattie del tessuto connettivo (connettiviti), mentre altre ricadono fra le malattie infiammatorie articolari (artriti). Possono colpire a qualsiasi età, anche i bambini, e sono in genere più frequenti nelle donne.

Sono patologie destinate ad aumentare di pari passo con il crescere dell’età media della popolazione del nostro Paese. Solo l’artrite e l’artrosi interessano il 16 per cento degli italiani mentre l’osteoporosi il 7,6 per cento. Se non vengono curate in modo adeguato e tempestivo possono compromettere seriamente la qualità della vita ed essere anche mortali. Le malattie reumatiche in Italia interessano una persona su tre dopo i 65 anni e sono in aumento, soprattutto per via dell’invecchiamento generale della popolazione.

Quali sono le cause?

La causa delle malattie reumatiche è una combinazione di fattori genetici e ambientali. I fattori genetici predispongono al loro sviluppo ma, in genere, è necessario uno stimolo esterno perché inizino a manifestarsi i primi sintomi. Fra i fattori ambientali coinvolti nell’esordio delle malattie reumatiche spesso sono chiamati in causa i virus. Inoltre la maggiore incidenza nella popolazione femminile ha portato a ipotizzare che anche gli ormoni possano giocare un ruolo nello sviluppo di queste patologie.

Quali sono i sintomi?

I sintomi più comuni delle malattie reumatiche dipendono dalla sede colpita. Per esempio possono manifestarsi con l’artrite (dolore, gonfiore e rigidità delle articolazioni colpite), sintomi da coinvolgimento degli organi interni (per esempio, difficoltà a respirare, incapacità a ingerire i cibi, insufficienza renale) e sintomi da infiammazione sistemica come febbre e stanchezza eccessiva.

Si possono prevenire le malattie reumatiche?

Non c’è modo di prevenire la predisposizione allo sviluppo delle malattie reumatiche, ma uno stile di vita sano, caratterizzato da un’alimentazione equilibrata e da una regolare attività fisica, può aiutare a contrastarne la comparsa.

Diagnosi

La diagnosi delle malattie reumatiche può essere resa difficile dal fatto che i sintomi sono comuni a diverse patologie. Per questo è necessario sottoporsi a una visita presso uno specialista reumatologo, che può ritenere opportuno prescrivere una o più delle seguenti analisi: esami del sangue, esame delle urine, radiografie, ecografie articolari, TAC, risonanza magnetica, capillaroscopia.

Trattamenti

Nel caso delle malattie reumatiche il trattamento è basato sull’assunzione di farmaci che servono per migliorare i sintomi e tenere sotto controllo la malattia.

I farmaci prescritti dipendono dal tipo di malattia reumatica e dalla situazione specifica del paziente. Fra i più utilizzati sono inclusi analgesici, antiinfiammatori, corticosteroidi, DMARDs (anche detti “farmaci di fondo”) e farmaci biologici.

Oltre ai farmaci, la terapia prevede:

  • un’attività fisica regolare;
  • un’alimentazione bilanciata;
  • la riduzione dei fattori di stress;
  • il riposo;
  • la protezione solare.

L’intervento chirurgico può essere necessario quando la malattia danneggia un’articolazione, come nel caso dell’artrite isolata o associata a connettivite.

Qualche mese fa sono stati presentati al Ministero della Salute i due progetti dedicati ad anziani e cittadini: abbiamo visto come sempre più anziani sono alle prese con le malattie reumatologiche: addirittura negli over-75 tali problemi interessano 8 individui su 10.

Preoccupa, come si diceva, il probabile aumento di tali malattie per l’invecchiamento della popolazione, anche se le patologie reumatologiche toccano pure i giovani.

Malattie gravi ed invalidanti come artrite reumatoide, connettiviti e spondilite anchilosante possono insorgere anche intorno ai 35-40 anni (soprattutto tra le donne). Non solo. L’artrite idiopatica giovanile, una malattia autoimmune molto aggressiva, colpisce oltre 10mila bambini e teenager italiani. Da qui l’esigenza di svolgere una campagna informativa che coinvolga gli italiani d’ogni fascia d’età.

Le Malattie Reumatiche sono più di cento e sono molto diverse fra loro sia per la sintomatologia che può avvertire il malato sia per i segni con cui si presenta la malattia. Le accomuna tutte l’impegno articolare i cui sintomi prevalenti sono il dolore di diversa entità e la ridotta capacità funzionale dell’articolazione stessa. Le Malattie Reumatiche hanno prevalentemente un andamento evolutivo cronico e proprio per questo possono esitare in uno stato di disabilità. Se non curate adeguatamente e nei tempi giusti, dopo 10 anni circa il 50% delle forme più severe va incontro ad una invalidità permanente, quindi una diagnosi precoce è fondamentale, perché le diverse forme terapeutiche attualmente in uso, principalmente farmacologica, ma anche riabilitativa, occupazionale (per esempio i consigli sullo stile di vita) e chirurgica hanno profondamente cambiato l’evoluzione di queste affezioni consentendone di migliorare la prognosi e di conseguenza la qualità della vita dei malati.

La più frequente malattia reumatica cronica è l’Artrite Reumatoide, che colpisce prevalentemente le donne (75%) e insorge tra i 30 e i 50 anni con costi umani, sociali ed individuali enormi: basti pensare che, ogni quattro pensioni di invalidità concesse in Italia, una è dovuta a malattie reumatiche. Con il passare del tempo le condizioni fisiche e funzionali peggiorano.

I processi di degenerazione sono particolarmente intensi nei primi due anni dall’inizio della malattia e il 70% dei pazienti presenta alterazioni ben visibili a livello delle cartilagini e delle ossa.

Entro dieci anni dalla diagnosi la metà dei pazienti risulta inabile a svolgere mansioni quotidiane e a lavorare e quasi un malato su cinque è costretto a sottoporsi ad interventi chirurgici per protesi articolari.

Per prevenire le disabilità dell’apparato locomotore diventa quindi fondamentale riuscire ad intervenire prima che sia troppo tardi. Il “15% degli italiani dichiara infatti di non aver mai sentito parlare delle malattie reumatologiche.

E più della metà non sa che si possono prevenire. Una scarsa consapevolezza che può avere effetti nefasti sull’intero sistema sanitario nazionale e che va quindi contrastata al più presto”.

Prof. Paolo Urciuoli
Consulente Sanitario Nazionale ASSILT

Scarica l’articolo “Malattie reumatologiche